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Gioco d’azzardo: i numeri del 2016 a Trapani ed Erice

Quante slot machine e videolotterie ci sono in Sicilia? Quanto si gioca in ogni capoluogo e in ogni provincia? Secondo le cifre rese disponibili dal database interattivo, creato dai quotidiani del gruppo Gedi, già L’Espresso, insieme a Visual LaB e a Dataninja, la Sicilia sarebbe la regione italiana fanalino di coda sia per le giocate pro capite che per numero di apparecchiature. Un quadro che rispecchia grosso modo la distribuzione di ricchezza del Paese: nelle regioni più ricche si gioca di più. Tuttavia c’è da tenere conto del fatto che la piattaforma analizza soltanto le macchinette legali, non riuscendo a tracciare l’enorme flusso di denaro che finisce nei circuiti illegali.
«Per i milioni di euro che vengono bruciati nell’azzardo, la Sicilia è considerata la Las Vegas del Meridione – commenta il coordinatore di Mettiamoci in gioco- Ma la questione non è solo economica: tutti i medici dei Sert dicono che hanno sempre più a che fare con persone che chiedono di essere curate per dipendenza dall’azzardo patologico più che da sostanze come droghe e alcol». Per arginare il dilagante fenomeno dell’invasione delle apparecchiature elettroniche, alcuni comuni anche siciliani, si sono dotati di un regolamento antislot che prevede che ci sia una distanza di sicurezza da luoghi sensibili – come scuole, oratori, centri anziani – e una limitazione negli orari. «È necessario – conclude Gandolfo – non sminuire il problema ma alzare il livello di guardia nei confronti di un’offerta del gioco che è diventata mostruosa».
I dati raccolti dalla piattaforma Gedi dicono che a Trapani la spesa totale per il 2016 ammonterebbe a circa 49 milioni di euro per cui è come se ciascun abitante avesse speso 383 euro, mentre a Erice su 14milioni di spesa è come se ogni ericino avesse speso 526 euro in slot machine e videolotterie.
Mettiamoci i Gioco e l’Associazione Osservatorio per la Legalità dal 2015 sono in campo nel trapanese per combattere il fenomeno dell’azzardo. “Più che curare bisogna adesso prevenire – dice l’avvocato Vincenzo Maltese, presidente dell’Osservatorio per la Legalità di Trapani  – per questo abbiamo predisposto e messo a disposizione Ordinanze sindacali per regolamentare l’offerta del gioco delle videolotterie e slot machine, e ci auguriamo adesso che il Comuni di Erice, Paceco e da ultimo Calatafimi-Segesta, emanino queste Ordinanze.  I sindaci devono avere più coraggio, d’altronde adesso anche la legge è dalla loro parte, ora che anche il Consiglio di Stato con una recentissima sentenza ha riconosciuto come legittima un’ordinanza della Città di Torino che disciplina l’orario di funzionamento delle slot machine. Una misura – si legge nella motivazione – che appare ragionevole poiché «alla stregua di bilanciamento degli opposti interessi, prevalgono in sede cautelare le esigenze di tutela delle fasce più esposte alle cosiddette ludopatie che, peraltro, appaiono ragionevolmente e proporzionalmente tutelate dalle ordinanze emesse», conclude l’Avv. Vincenzo Maltese. Da ricordare infine che è ancora pendente un disegno di legge in Commissione Sanità all’ARS che attende di essere approvato definitivamente in aula, che è finalizzato proprio a dar tutela a quei Sindaci siciliani coraggiosi che dovessero emanare ordinanze antislot”.