seduta consiglio comunale Alcamo 15 novembre

Il Consiglio comunale di Alcamo ha approvato la mozione sull’imposta di soggiorno

Nel corso della seduta consiliare, svoltasi ieri sera, sulla deliberazione della proposta presentata da Alcamo Bene Comune, si è aperta una spaccatura all’interno del gruppo politico dell’UDC. È stata bocciata, invece, un’altra mozione, a firma PD, con la quale si chiedeva all’amministrazione di esentare alcune categorie artigianali, che producono rifiuti pericolosi, dal pagamento della TARI.

Sono stati 17 i voti espressi favorevolmente dai consiglieri comunali sulla mozione che ha introdotto la tassa di soggiorno nel Comune di Alcamo, portata all’interno dell’Aula Falcone-Borsellino dal movimento politico Alcamo Bene Comune-Alcamo Cambierà. Così, il relatore della proposta, il consigliere comunale Gino Pitò, ha spiegato i motivi che hanno spinto di nuovo il suo gruppo a sottoporre al Consiglio comunale l’atto di indirizzo politico “Secondo tentativo. Il primo tentativo non è andato in porto anche per una questione legislativa, perché c’era un blocco da parte del governo nazionale su quello che erano nuove tasse. Che, poi, si è dimostrato non essere nuove tasse, tanto è vero che adesso la procedura è stata sbloccata. Credo che sia arrivato il momento importante, di snodo temporale, per cui il comune decide di applicare la tassa di soggiorno e fare azioni conseguenti. È un momento di crescita per la città e, probabilmente, è la politica a dovere indicare un percorso all’economia, piuttosto che arrivare, come tanti comuni qui intorno, al momento dell’istituzione della tassa di soggiorno solo dopo che l’economia turistica è decollata. Ad esempio, Castellammare pochi anni fa, Balestrate due, tre mesi fa”. Solamente la capogruppo dell’UDC, Rita Norfo, si è astenuta al momento della deliberazione della mozione. Al contrario, il segretario del suo partito, Saverio Messana, ha appoggiato la proposta presentata dai colleghi di minoranza. “Voto questa mozione in maniera serena e tranquilla”, ha affermato il consigliere comunale democristiano, sostenendo, poi, che occorre “Dare lavoro anche alle altre commissioni competenti, anche a quella mia se c’è bisogno. Occorre dare l’ordine, senza andare oltre i limiti, di recepire qualcosa che il nostro comune ha tanto bisogno perché ha siti meravigliosi”.

Come è stato ricordato sopra, il gruppo consiliare ABC aveva già lo scorso anno proposto tale mozione, che era stata respinta dalla maggioranza targata M5S in quanto la legge di stabilità del 2016 non consentiva di introdurre nuove imposte agli enti locali. Ieri sera, invece, la consigliera comunale grillina, Giovanna Melodia, ha così spiegato le motivazioni del cambio di rotta: “Con il decreto legge 50 del 2017, convertito nella legge numero 96 dello scorso 21 giugno, l’imposta di soggiorno è stata esclusa dal novero dei tributi che erano stati appunto sottoposti al blocco degli aumenti. Quindi, adesso è possibile istituire per la prima volta anche nel nostro comune un’imposta in tal senso”. Poi, l’esponente pentastellata ha continuato “Volevo, però, fare una precisazione. L’istituzione dell’imposta di soggiorno non è collegata ad un provvedimento della giunta. Quindi, questa mozione sì chiede di impegnare il sindaco e l’amministrazione, ma l’istituzione dell’imposta di soggiorno deve avvenire con deliberazione del Consiglio comunale e con lo stesso atto deve essere adottato anche il relativo regolamento. Il regolamento deve essere esitato dalla commissione competente che, nello specifico, dovrebbe essere la prima o eventualmente di concerto con la seconda”. In seguito, la consigliera comunale del movimento 5 stelle ha descritto alcuni regolamenti esistenti in materia, e la disciplina relativa, precisando i motivi di tale esposizione “Per sottolineare l’importanza delle commissioni e, questa sera, si è detto più volte anche da parte dei colleghi della minoranza, devo dire che questo stesso risultato, cioè il fatto di volere introdurre una tassa di soggiorno che è stata oggetto addirittura di due diverse mozioni, poteva essere comunque trovato attraverso una via più breve e più semplice visto che, tra i firmatari della mozione, leggo anche il consigliere Camarda e il consigliere Ruisi che sono in prima e in seconda commissione. Quindi, avrebbero potuto proporre tranquillamente di inserire, appunto, all’ordine del giorno lo studio di un regolamento per l’istituzione della tassa di soggiorno visto che, comunque, è consequenziale”. Inoltre, la vicepresidente del Consiglio comunale, ha voluto rassicurare gli albergatori alcamesi e lo stesso relatore della mozione, il collega Gino Pitò, sul gettito derivante da tale imposta, che sarà incanalato in un apposito capitolo di bilancio “Non perché lo ha scritto nella mozione il consigliere Pitò, ma perché è la legge che lo prevede”. Successivamente, vi è stato l’intervento della consigliera comunale Rita Norfo, la quale, come sopra anticipato, si è astenuta sulla mozione. Ha così motivato la sua decisione opposta a quella del suo collega di partito che aveva manifestato la necessità di inserire per i siti importanti della città il pagamento di un ticket. “Perché devo votare questa mozione? Perché al Castello dei Conti di Modica non si paga nulla? Perché in questo paese non si paga nulla?”, facendo riferimento in modo sarcastico a quanto sostenuto dall’esponente del suo stesso gruppo politico. Poi, la consigliera Rita Norfo ha stilato un elenco di cose che, a suo avviso, non vanno bene ad Alcamo. “Invece, di parlare di turismo, di portare turismo ad Alcamo, di aprire le porte, pensiamo a tassarli (i turisti n.d.r.). Io non dico che sono contraria, ma comunque, mi asterrò dal voto”, ha dichiarato il capogruppo dei democristiani in aula.

L’assessore Lorella Di Giovanni, tirata in causa dalla consigliera Norfo, ha informato il Consiglio Comunale sul fatto che il Comune di Alcamo sta partecipando ad una misura europea che potrebbe consentire la restaurazione e valorizzazione del Castello dei Conti di Modica. Anche sul verde pubblico, come diffuso nei giorni scorsi, l’assessore Di Giovanni ha ricordato che l’amministrazione ha approvato un progetto che riguarda per l’appunto questi spazi. L’esponente della giunta, con delega al turismo e alla cultura, in merito alle critiche sugli eventi organizzati in città ha poi affermato “Ho fatto una media e nella media annuale abbiamo avuto quest’anno circa 14 eventi mensili”. Inoltre, il componente della giunta grillina ha informato l’aula consiliare che sfogliando il libro delle visite del Castello dei Conti di Modica sono state rilevate oltre 600 dediche da parte dei turisti. Il consigliere Messana, è intervenuto nuovamente smentendo di fatto la posizione della sua capogruppo sulla posizione del suo partito “L’UDC è assolutamente convinta di mettere la tassa di soggiorno, anche poco giustamente, per quello che si può, in questo comune. La mia collega non è convinta? È a titolo personale. L’UDC è convinta di votarla”. Posizione quest’ultima che potrebbe portare probabilmente ad una spaccatura interna dei democristiani ad Alcamo. Successivamente, il relatore della mozione, il consigliere comunale Gino Pitò, ha voluto chiarire la motivazione alla base della proposta del gruppo federato di cui fa parte “Il senso della mozione era proprio quello di fare in modo che il Consiglio comunale si esprimesse”. Poi, ha aggiunto: “Quando non c’è una direzione, è la politica che deve dare la direzione giusta alla economia. E su questo campo rivendico fortemente il ruolo del Consiglio, perché quando il Consiglio si esprime in una maniera e dà un indirizzo, accade una cosa che è positiva. Quando il sindaco incontrerà gli albergatori potrà dire che è la città che gliel’ha detto, non è il Movimento 5 Stelle. Perché il sindaco rappresenta giustamente la città, però, tutto il Consiglio gliel’ha detto. Tutto o quasi. E, quindi, ha una forza diversa nel momento in cui tratta, ha un’autorevolezza diversa”.

Durante il dibattitto in Consiglio comunale è stato deliberato all’unanimità dei presenti anche un emendamento che apportava delle correzioni nel testo. Nel corso della seduta consiliare sono state, inoltre, discusse diverse interrogazioni presentate dall’opposizione. Mentre, un’altra mozione è stata trattata in Consiglio e, nello specifico, quella presentata dal Partito Democratico. La mozione, a prima firma del consigliere comunale Giacomo Sucameli (assente in aula per motivi di lavoro), è stata illustrata dal suo collega di partito, Filippo Cracchiolo. La proposta del PD, con la quale si chiedeva all’amministrazione di esentare alcune categorie artigianali, che producono rifiuti pericolosi, dal pagamento della TARI, è stata tuttavia respinta con 15 voti. Infatti, il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle e quello dell’ UDC si sono astenuti. La questione è ancora sub judice e, dunque, l’amministrazione ha ribadito che attenderà il responso della Commissione Tributaria Regionale, dove attualmente pende una causa tra il comune e un artigiano locale, non potendo dare disposizioni diverse all’ufficio competente. Occorre ricordare che, in particolare, alla categoria degli autoriparatori quest’anno è stata applicata una riduzione del 25% della succitata tassa.

Linda Ferrara