bagni

La politica del bagno

Non si può parlare di politica per non urtare la sensibilità di quanti, in ossequio al silenzio elettorale, stanno riflettendo. Riflettendo, riflettendo abbiamo deciso di parlare di…bagni. Qualche anno fa salì agli onori della cronaca la toilette di Montecitorio (è posto frequentato da politici, ma non rompiamo nessun impegno preso), e quindi state a sentire: la deputata ed ex attrice di fiction, Elisabetta Gardini convocò una conferenza stampa per fare sapere al Paese intero che lei non avrebbe più usato i bagni del Parlamento. In un Paese normale (Svezia, Danimarca, Irlanda) i giornalisti si sarebbero alzati e se ne sarebbero andati. Da noi invece i colleghi le hanno pure chiesto il perché: “Dato che il bagno delle signore è frequentato dal deputato Luxuria dichiaratasi ufficialmente transgender – ha detto la Gardini – io non ci andrò più”. Poi, per la serie alcuni parlano solo per emettere fiato, è corsa a comprarsi un pappagallo di plastica evidentemente atto alla bisogna. Luxuria le replicò che frequentava il bagno delle signore perché quello degli uomini era più sporco. Pensavamo a questo rileggendo qualche giorno fa un’interrogazione che una consigliera di un Paese belicino (nessun riferimento per non interrompere la legge sulla riflessione pre-elettorale), ha rivolto al proprio sindaco denunciando: “ …la profonda carenza igienica dei bagni del municipio, dove anche i dipendenti comunali ci pensano due volte a recarsi”. L’esponente politico non specifica se si tratta della ritirata delle signore o anche di quella degli uomini, per cui siamo tentati di credere che la cosa sia in perfetto stile bipartisan. Ora noi non abbiamo queste frequentazioni, non so se ci capite, idriche con il Comune in questione, ma tuttavia siamo disposti a credere alla veridicità della segnalazione. Così come apprendiamo che il sindaco della cittadina (che non citeremo visto che anche da quelle parti si vota per il rinnovo dell’Ars), ha già provveduto alla bisogna. C’è invece da rimanere di sasso come i politici, da Roma alla provincia di Trapani (generico così non si rompe il silenzio elettorale), non abbiano niente di meglio da fare che occuparsi dei bagni, e visto che ci siete non dimenticate di tirare lo sciacquone.

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