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Il Commerciale protesta in piazza per la propria sede: “Siamo studenti non turisti”

Il Commerciale protesta in piazza per la propria sede: “Siamo studenti non turisti”

Questa mattina Marsala si è svegliata con la protesta degli studenti del Commerciale “G. Garibaldi”. Un sit-in partito da piazza Inam per protestare per una struttura scolastica che, per i futuri ragionieri, non arriva mai.

Ieri con una nota inviata agli organi di stampa, l’ITET “Garibaldi” – il Collegio docenti, il Consiglio d’Istituto, gli studenti e le loro famiglie – avevano accoratamente protestato contro l’Amministrazione comunale affermando che avevano saputo che l’attuale Tribunale – che poi verrà trasferito nella nuova struttura di via del Fante – non ospiterà la scuola ma diversi uffici comunali tecnici.

“Ci dispiace molto – scrivono gli organi rappresentativi del “Garibaldi” – che il sindaco non ha ritenuto opportuno informare personalmente gli alunni e le loro famiglie, la dirigente, i docenti e il personale ATA; nonostante in diverse occasioni, proprio nel nostro Istituto aveva mostrato di sostenere le nostre ragioni. Ma quelle che più ci sembrano incomprensibili dal punto di vista logico, amministrativo ed economico sono le motivazioni addotte dal sindaco”.

Il Commerciale a tal proposito ha abbracciato una nota che giorni fa arrivò dal Libero Consorzio di Trapani che diceva come la “costruzione un nuovo edificio non è una strada percorribile in quanto troppo oneroso per il bilancio”, che ha ribadito d’altra parte la propria disponibilità a intervenire economicamente per l’adeguamento ad uso scolastico dei locali del Tribunale nel caso in cui il Comune decidesse di darlo in concessione all’ex Provincia per allocarvi la sede del “Garibaldi”:

In 38 anni le amministrazioni provinciali avvicendatesi hanno consentito il pagamento di affitto pari a 300.000 euro l’anno, che continua ad essere corrisposto al privato, peraltro la scelta di non trasferire il Commerciale nell’attuale sede del Tribunale, comporterà un aggravio di costi per la collettività di circa 10 milioni di euro nei prossimi 5 anni”.

Da li l’Istituto si è rivolto al Prefetto ed alla Corte dei Conti. Una manifestazione dal basso molto importante perché è solo così che gli studenti, il personale scolastico e docente potranno ottenere un’adeguata dignità scolastica.