ryanair per Birgi

Crisi dell’aeroporto di Birgi: reazioni e commenti di politici e amministratori

Sono sempre più assidui gli incontri, le dichiarazioni e i commenti su quanto sta succedendo all’aeroporto “Vincenzo Florio” di Birgi che si è visto ridurre drasticamente i voli programmati dalla compagnia irlandese Ryanair. Ieri si è svolta una riunione nella sede trapanese di Sicindustria alla quale hanno partecipato la maggioranza dei sindaci del territorio. “Ritengo che l’incontro sia stato importante perché ha visto assieme tutti i soggetti che sono stati fino ad oggi impegnati nell’azione di co-marketing – ha detto Giuseppe Pagoto che, nella doppia veste di Presidente del Distretto Turistico e di Sindaco di Favignana, ha proposto che tutti i Comuni della provincia, entro una settimana, sciolgano eventuali riserve e comunichino in maniera ufficiale se e in che misura intendono contribuire al nuovo accordo di co-marketing.  “Adesso si passerà alla fase della conferma formale dell’adesione al nuovo accordo – ha preseguito – che spero possa essere condiviso da tutti i Comuni. E’ stato confermato ancora una volta il totale impegno della grande maggioranza dei Sindaci a sottoscriverlo e anche in tempi rapidi. Nei prossimi giorni il Distretto, di concerto con le associazioni sindacali e di categoria, convocherà anche un incontro con i soggetti privati del territorio per cercare di definire una strategia che, se non dovesse raggiungere l’obiettivo di una partecipazione economica diretta da parte loro, sicuramente dovrà portare ad un maggiore raccordo per individuare ogni utile e costruttivo percorso sia per tutelare il nostro aeroporto che per garantirgli l’auspicato sviluppo”.

“Ieri ho partecipato alla riunione tenutasi a Trapani sulla questione dell’aeroporto di Birgi e del co-marketing – ha detto il sindaco di Alcamo Domenico Surdi – È chiaro a tutti che occorre fare qualcosa di concreto per impedire che si resti senza una compagnia aerea che assicuri collegamenti in tutta Europa. Per gli imprenditori alcamesi, infatti, dall’aeroporto trapanese arriva circa il 50% del totale flusso turistico. Noi, di concerto con alberghi, affittacamere e b&b, faremo sicuramente la nostra parte per impedire il ridimensionamento dell’aeroporto e promuovere l’intero territorio. Tuttavia ci aspettiamo che lo stesso facciano la Regione e l’ex Provincia di Trapani: quest’ultima per esempio ha a disposizione circa 2,5 milioni da utilizzare e che alleggerirebbero l’impegno economico dei comuni”.

“La questione Birgi-Ryanair e’ uno dei punti cardine del piano di sviluppo socio economico del territorio”. Lo sottolinea il parlamentare Ars Stefano Pellegrino, anche in virtù dell’esperienza maturata all’interno della società di gestione dell’aeroporto trapanese nel periodo in cui si concretizzò l’accordo con la compagnia low cost europea. Il trasporto aereo – continua Pellegrino – è essenziale per il turismo, specie per quei territori in parte penalizzati dalla collocazione geografica. La Sicilia – e Trapani prima di tutte – ha conosciuto i benefici della presenza nel territorio di un vettore che ha saputo attrarre turismo nazionale e internazionale, completando così la valorizzazione del nostro patrimonio ambientale, storico e culturale. Oggi serve un cambio di marcia per non perdere tali opportunità e in presenza di una concorrenza sempre più qualificata. Bisogna creare una nuova e stabile sinergia tra le amministrazioni comunali del territorio – prosegue Pellegrino – per realizzare un nuovo accordo di co-marketing con Ryanair, sulla scorta di quanto determinò la prima convenzione. Ma è chiaro che in questa fase la Regione dovrà avere un ruolo attivo, attraverso investimenti che sappiano stimolare le economie locali. Il Governo regionale dovrà creare le condizioni perché ogni territorio possa avere uno suo sviluppo specifico. E poi si potrà chiedere ai Comuni di contribuire con risorse proprie. Oggi le amministrazioni locali vivono in grande sofferenza per la progressiva diminuzione dei trasferimenti regionali, l’intervento della Regione sulla vicenda Ryanair è opportuno quanto dovuto. E bisogna anche considerare – conclude Pellegrino – la possibilità di garantire tariffe bloccate per alcune categorie come gli studenti fuori sede e i lavoratori pendolari che rappresentano fasce sociali da tutelare. Un obbiettivo che non deve restare fuori dalla nuova ipotesi di accordo”.

“Qual è il piano industriale dell’aeroporto di Birgi?” si chiede il Senatore del MoVimento Cinque Stelle Vincenzo Maurizio Santangelo – Dopo le ultime vicende, su Birgi, bisogna far seguire i fatti alle parole, il territorio non può rimanere senza la questa finestra sull’Europa, ma soprattutto su scali nazionali come Roma, Torino, Bologna, Pisa, etc… Che ben vengano le riunioni dei sindaci – continua Santangelo  – con il Prefetto Darco Pellos, insieme al Presidente Airgest Franco Giudice, Camera di Commercio e ai rappresentati di categoria, cittadini etc, ripeto, sicuramente è molto importante, ma la domanda è quasi sempre la stessa: perché non si riesce a programmare in tempo le azioni e le misure correttive necessarie al mantenimento dell’operatività dell’aeroporto? Sicuramente questo aspetto dovrebbe esser quello che dovrebbe spettare a chi detiene la gestione aeroportuale e le quote di maggioranza dello scalo trapanese. Il resto potrebbe esser stato un problema della gestione del co-marketing, visti anche le inadempienze per circa 723 mila euro ancora mancanti per il saldo a Rayanir degli impegni assunti. Si apprende pure dalla riunione di ieri sera dal Presidente Airgest dello stato del bando da oltre 20 milioni di euro, che non vi è nessun ritardo e nessun impedimento sulla tabella di marcia, visto che i tempi per la manifestazione d’interesse a parteciparvi scadrà a Dicembre. Certamente agli occhi dei non addetti ai lavori, tutto ciò avrebbe dell’inverosimile, facile è dire che adesso non si può far nulla sulla cancellazione dei voli, che si dovrà lavorare per esser pronti per ripartire a marzo del 2018. I danni chi li pagherà? Perché questo è il vero problema. Prima dell’estate tra le altre cose vi erano problemi con il CdA di Airgest per le varie dimissioni dei vertici, poi rientrate e integrate con pseudo nomine che sanno da occupazione di poltrone politiche. Inoltre la ricapitalizzazione di Airgest è stata effettuata ? La gara del bando di 20 milioni di euro vista la condizione di assicurare una continuità di servizio al territorio, perché non veniva svolta in tempi più celeri, e poi la Regione siciliana ha effettuato l’erogazione dei fondi investiti con l’ultima legge di stabilità regionale? Eventualmente dica Giudice chi abbia o stia bloccando questi fondi? Poi bisogna verificare che vengano rispettati tutti i vincoli e le norme dell’UE, onde evitare sanzioni. Insomma servono soluzioni immediate e in linea con le norme vigenti. Soprattutto Giudice faccia conoscere il piano industriale dell’aeroporto di Birgi. Tanti gli interrogativi, che probabilmente muovono solo nell’esclusivo interesse di far crescere quello che oggi è l’aeroporto di Trapani. Una priorità in questo momento è sicuramente garantire i collegamenti con l’aeroporto di Palermo per Trapani, aumentando il numero di corse dei mezzi di trasporto in modo da agevolare sia i turisti e sia tutta la comunità trapanese. Il portavoce al Senato Vincenzo Maurizio Santangelo ha concluso dicendo: “Noi del MoVimento 5 Stelle staremo attenti e non faremo mancare il nostro supporto dentro le istituzioni, affinché tutto si svolga nell’interesse della collettività trapanese e affinché non si commettano altri errori frutto di politiche sbagliate, iniziative isolate e propagandistiche”.

Nel frattempo, accogliendo l’invito di alcuni Consiglieri Comunali di Erice, il Presidente Giacomo Tranchida, ha convocato per sabato 07 Ottobre alle 10,00, nella Sala delle Conferenze del Seminario Vescovile, sito in Via Cosenza in Erice Casa Santa, una seduta di Consiglio Comunale Straordinario Aperto. L’incontro è stato organizzato “al fine di portare il proprio contributo di opinioni e di sostegno, vista l’importanza dell’argomento trattato, la valenza strategica di tale infrastruttura, le sue ricadute e prospettive per il riscatto socio-economico territoriale di già provato da una miriade di complicazioni e processi di recessione socio-economica”.