Palazzo della Provincia

Riforma Province: nuovo testo approvato dall’Ars. Commissari in carica fino a settembre

L’Ars ha approvato ieri – per la seconda volta – la riforma delle ex Province. Poche novità rispetto all’atto approvato in precedenza e che aveva portato il Consiglio dei Ministri a fermare la riforma, evidenziando una serie di punti critici.

Resta in piedi l’impianto generale che prevede sei Liberi consorzi (Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Siracusa e Ragusa) e tre Città metropolitane (Palermo, Catania e Messina). Tramontata la stagione delle consultazioni popolari che portavano all’elezione del presidente e del consiglio provinciale, adesso saranno i sindaci e i consiglieri dei Comuni di ciascun territorio a designare gli organismi rappresentativi dei nuovi enti intermedi. Gli incarichi di presidenti, sindaco e componenti degli organi saranno svolti esclusivamente a titolo gratuito (rimborsi a parte).

Con il testo approvato ieri, è stata introdotta la novità del voto ponderato: il peso di ciascun elettore cambierà in relazione alla popolazione complessiva del comune di cui è sindaco o consigliere. Resta la norma, molto contestata, secondo cui il sindaco della Città metropolitana non coinciderà con il sindaco del Comune capoluogo.

Tra le novità, anche la rimozione del limite di incandidabilità a presidenti di Liberi consorzi e sindaci metropolitani per i primi cittadini dei Comuni il cui mandato scada nei 18 mesi antecedenti la data delle elezioni. Rispetto agli organi dei nuovi enti, vengono confermati il Consiglio del Libero Consorzio e il Consiglio metropolitano, la cui composizione sarà proporzionale alla popolazione del territorio interessato: i consiglieri saranno 18 nelle Città metropolitane con più di 800 mila abitanti e 14 negli enti fino a 800mila abitanti. Sedici, invece, nei Liberi consorzi con più di 700mila abitanti, 12 componenti negli enti con popolazione superiore a 300mila abitanti e inferiore a 700 mila, 10 fino a 300 mila abitanti.

Le elezioni si terranno una domenica tra 15 aprile e 30 giugno. Il termine però è stato prorogato al 15 settembre in prima applicazione. Conseguentemente, è stato prorogato per l’ennesima volta il commissariamento delle ex Province, con il termine ultimo dei mandati commissariali vigenti adesso fissato al 30 settembre.