Tribunale Marsala

Bancarotta, chiesti 3 anni e mezzo per Ignazio Errera

Il difensore: “Il fatto non sussiste, mi aspetto l’assoluzione con formula piena”

Il pm Norzi ha chiesto la condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione per Ignazio Errera, accusato di bancarotta. I fatti sono del 2003 e riguardano il periodo in cui l’imputato era amministratore della Errera Calcestruzzi. Il pm ha chiesto l’assoluzione dall’accusa del reato di distrazione dei beni aziendali, ma secondo il pubblico ministero le scritture contabili non sarebbero state tenute correttamente.  Questa la replica del difensore, Diego Tranchida: “È già davvero significativa la richiesta di assoluzione avanzata dal pm in relazione alla contestata distrazione dei beni aziendali, pure imputata ad Ignazio Errera quale amministratore della Errera Calcestruzzi, perché ritenuta l’accusa non fondata come peraltro già accertato dalla perizia del consulente del Tribunale. È del tutto infondata, in ogni caso, la richiesta di condanna per la distrazione di alcuni incassi perché solo pochi di essi non recano le dovute annotazioni di cassa, ma, in vero, si tratta di qualche annotazione che potrebbe essere state apprestata da chi gli è succeduto, non essendo ancora decorso il termine di sessanta giorni previsto per legge, e comunque ammontano a qualche migliaio di euro. In relazione alla bancarotta documentale, infine, il fatto non sussiste in quanto è lo stesso perito del Tribunale che ha riscontrato la regolare tenuta delle scritture contabili della società durante la tenuta in carica di Ignazio Errera. Dunque mi aspetto l’assoluzione con la formula più ampia”.  Il collegio presieduto dal giudice Sergio Gulotta ha rinviato al 18 marzo per repliche e sentenza.