Appalti pubblici, Forza Italia attacca Pino Milazzo

Avevamo pubblicato nell’ edizione di sabato scorso del nostro giornale, la presa di posizione del Consigliere comunale di Marsala Pino Milazzo, esponente del Movimento Futuro per Marsala, in relazione alla mancata indizione di gare di appalto relative alle opere pubbliche, per un ammontare complessivo di circa 24 milioni di euro. Dagli uffici comunali ci hanno fatto sapere che parecchie gare sono bloccate per un a serie di ricorsi pendenti davanti al Tar, presentati da soggetti diversi aventi diritto. Sul piano politico arriva una dura presa di posizione del partito di Forza Italia. “Milazzo – afferma una nota a firma del coordinatore di collegio, Rossana Titonenon e’ un comune cittadino che, talvolta, ignaro del funzionamento della macchina amministrativa non sa a chi rivolgersi per le esatte informazioni riguardo all’efficienza della Pubblica amministrazione, ma è un rappresentante della istituzioni, fino ad oggi di maggioranza sia al governo regionale che locale, oltre ad essere rappresentate dei cittadini per la amministrazione della cosa pubblica”. Per dovere di cronaca occorre ricordare che forse il partito di Forza Italia fa un po’di confusione. Pino Milazzo è stato eletto nell’attuale consiliatura nella lista di Futuro per Marsala che sosteneva il candidato sindaco Salvatore Ombra. Avendo perso, eletta Giulia Adamo a primo cittadino, Milazzo si è collocato all’opposizione. Per quanto attiene al governo regionale non siamo informati se Milazzo è collegato con ambienti che sostengono il Governo guidato da Rosario Crocetta. Comunque: “Forza Italia – si legge ancora nel documento – chiede con determinazione cosa ha fatto il consigliere Milazzo nei pregressi anni di attività consiliare fino ad  oggi, visto che domanda al Commissario straordinario Bologna , con fare scanzonato e quasi non colpevole, le mancate indizioni di gare d’appalto? Dove è stato Milazzo e tutto il suo gruppo politico di riferimento ? Il torpore nel quale sono stati avvolti finora sembra svanire in vista di una campagna elettorale imminente e che vuole, come elezione comanda, spostare responsabilità e competenze?