Occupazione abusiva delle palazzine di via Mazara, il processo volge al termine

Il processo è stato istruito di nuovo innanzi al giudice Torre, ma in due udienze saranno ascoltati tutti i testimoni

Tra il 2 e il 5 marzo saranno ascoltati tutti i testimoni del processo che vede 25 persone sono accusate di occupazione abusiva degli alloggi popolari mai ultimati di via Mazara, nell’ultima udienza gli avvocati difensori degli imputati non hanno prestato il consenso affinché gli atti transitassero dal fascicolo intestato al giudice Riggio – innanzi al quale si sono tenute le precedenti udienze, fino al suo trasferimento a Palermo – a quello intestato al nuovo magistrato che presiede le udienze, il dottor Torre. Per questo il processo è stato rinviato al 2 marzo, giorno in cui saranno ascoltati tutti i testi del pm, mentre il 5 sarà la volta dell’esame degli imputati e dei testi della difesa, poi si passerà alla discussione finale. In una precedente udienza l’avvocato difensore Giuseppe Gandolfo aveva prodotto le domande di sanatoria inoltrate dagli imputati all’Istituto Autonomo Case Popolari di Trapani. Sono imputati: Rosaria De Marco, Francesca Salluzzo, Nicola Giuseppe Maltese, Nicola Salvatore Abate, Nicola Li Causi, Michele Fumusa, Salvatore Genovese, Salvatore Patti, Baldassare Giuseppe Gusmano, Vito Fumusa, Antonino Grignani, Domenico Ferrara, Vittorio Giuseppe Bonanno, Salvatore Giuseppe Ferrara, Elvira Coppola, Leonardo Gusmano, Giovanni Cusenza, Gaspare Accardi, Maria Anna Impiccichè, Andrea Vanella, Salvatore Impiccichè,  Francesco Pellegrino, Mario D’amico, Leonarda Ferro e Giovanni Ferro. “Agli odierni imputati – spiega l’avvocato Giuseppe Gandolfo, che assiste 15 dei 25 marsalesi alla sbarra – si contesta la violazione degli artt.633 (invasione di terreni o edifici), 639 (casi di esclusione della perseguibilità a querela: edifici pubblici o ad uso pubblico) del codice penale. Il delitto punito dall’art.633 consiste nel fatto di chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti  profitto. Ma noi dimostreremo la buona fede degli stessi”.