Cave panem et…circenses

Usare strenne e auguri per raccattare consensi elettorali è davvero triste…ma è di questo che abbiamo bisogno? di panem et circenses? Io credo che abbiamo bisogno di imparare ad impastare, infornare e magari anche a coltivare il grano. Credo che dobbiamo affrancarci dai regnanti ed attuare una democrazia in cui siamo noi a decidere i giochi da vedere e magari a scegliere di giocare noi stessi, in prima linea, se ne abbiamo voglia. Basta con le false genuflessioni (che io ammetto solo innanzi a Gesù Cristo), basta con il “vicino o’ re beato cu c’è”. Ci appiattisce, ci svilisce. E poi chi lo dice che il re è il migliore? Marsala è un paese strano. Ricordo che quando ero ancora alle medie mi sentivo circondata da gente più ricca di me. Poi ho scoperto che spesso era una ricchezza più ostentata che reale. Nel senso che, se uno ha la macchina da 200mila euro e ha fatto un leasing che magari non pagherà, o ha i brillanti al collo e debiti anche con il pizzicagnolo…ecco, come dire, non è ricco. Ebbene e se invece ci fosse un passaggio di tendenza nel segno della libertà? se ci sentissimo liberi di dire che facciamo la spesa al discount? Che compriamo i regali di Natale su internet, perché si risparmia? Che…menomale che ci sono i nonni con la pensione? Immaginate la liberazione di smettere di dare valore all’apparenza! Immaginate di risparmiare le energie sprecate a fare i signoroni con le scarpe firmate e il calzini bucati (con la speranza che non ci venga “un colpo di sangue”, come dice sempre mia nonna, ché se ci portano all’ospedale ci toglieranno le scarpe e scopriranno l’inconfessabile segreto). E poi, una volta ammessa la povertà materiale, saremmo costretti a darci da fare per impinguare le sostanze che, a dire il vero, pingui, non lo sono mai state, o quasi. A questo punto il prossimo passo sarà trovare dei rappresentanti rappresentativi, quindi sinceramente poveri di soldi (come la maggior parte degli elettori) e ricchi di volontà e verità. Se poi, alla volontà e alla verità, si aggiunge l’intelligenza e la sanità mentale, allora c’è davvero speranza. Buon Natale