vino marsala

Il Marsala e le accise

Se ne parla relativamente poco, ma c’è una petizione on line che riguarda da vicino Marsala e il suo prodotto più conosciuto nel mondo. Sul sito stopalleaccise.it è infatti possibile aderire alla campagna promossa da Federvini in cui si chiede al governo Renzi di bloccare l’aumento della tassa sulla produzione degli alcolici, che secondo quanto fissato dall’esecutivo precedente, prevede un rincaro pari al 30% a partire dal prossimo 1 gennaio rispetto alla quota fissata fino al mese di ottobre del 2013.
Grande preoccupazione è stata espressa nelle ultime settimane dai produttori di alcuni tra i liquorosi italiani più famosi nel mondo, che prevedono una serie di conseguenze negative per il settore. In una situazione già di per sé complessa, l’ulteriore aumento dei costi viene giudicato insostenibile. Col rischio che un conseguente rincaro del prezzo di vendita si traduca in una diminuzione dei consumi di circa il 10%, in un mercato che già vive una situazione difficile, nonostante il lavoro di innovazione che è stato portato avanti negli ultimi anni. Tutto ciò, secondo gli studi presentati da Federvini, potrebbe mettere a rischio 6700 posti di lavoro in tutta Italia e compromettere il futuro di molte aziende che da Nord a Sud producono distillati e liquorosi (grappa, amaro, mirto, limoncello, Marsala…) fin qui autentici fiori all’occhiello del Made in Italy in campo enogastronomico.
Come spesso si dice in questi casi, la mobilitazione dei cittadini, delle associazioni di categoria e dei produttori è sicuramente importante per accendere l’attenzione sul tema. Ma fin qui è mancata l’azione politica. E se in questo momento Marsala – lo scorso anno Capitale Europea del Vino – non ha un’amministrazione comunale capace di farsi carico di questa battaglia, è pur vero che ci sono rappresentanti istituzionali eletti in questa provincia che hanno il dovere di interessarsi alla vicenda e di far pesare il proprio ruolo sulle scelte del governo nazionale.