L'artista De Grandi “saluta” Marsala e lascia in dono tre opere all'Ente Mostra

Si conclude domenica 16 novembre, al Convento del Carmine di Marsala, la mostra di Francesco De Grandi “Archetipi della pittura inquieta”, a cura di Sergio Troisi. L’esposizione – ammirata in estate da oltre 2 mila visitatori – è stata prorogata di tre settimane per consentire agli alunni delle scuole di Trapani e Palermo di poter svolgere delle visite guidate con i professori. In vista della chiusura, l’artista palermitano, indicato come uno degli autori più coerenti e originali nel panorama dell’arte italiana contemporanea, ha deciso di fare una donazione alla Pinacoteca di Marsala. Si tratta del trittico “Stalker 01/02/03” (olio su tela del 2008, 35×50 cm), che si aggiunge alla già ricca collezione permanente dell’Ente Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea della Città di Marsala composta da oltre 750 opere di prestigio nazionale ed internazionale. Fra gli autori figurano Cagli, Cantatore, Cassinari, Conti, Gentilini, Maccari, Marchegiani, Pomodoro, Sassu, Sironi, Tosi, Tozzi. Quattro le soste suggerite ai visitatori per un viaggio visionario e a tratti drammatico attraverso tutti i topos della pittura dove l’inquietudine di De Grandi è la cifra predominante. A indicarle sono dei pannelli-guida: i Paesaggi, i Naufragi, il Sacro (con scene della Passione e Adorazioni) e il Villaggio (con ritratti di personaggi). Palermitano, 45 anni, De Grandi è indicato come uno degli autori più coerenti e originali nel panorama dell’arte italiana contemporanea. Quaranta le opere in mostra nella Pinacoteca di Marsala – dipinti, alcuni di grandi dimensioni, e opere su carta – per esplorare l’universo interiore e creativo di De Grandi. Spiega Troisi: “Sembrano paesaggi tradizionali, legati come sono all’iconografia ottocentesca. Ma al loro interno c’è sempre un elemento di disorientamento che spiazza lo spettatore e lo lascia in un limbo di domande. La natura, soprattutto, diventa un elemento di allarme per De Grandi, e per noi spettatori, per via di quelle atmosfere post-atomiche rese dal suo particolare modo di dipingere, di stendere la materia, il colore, di rendere la luce. Per chi osserva è una vera ‘catastrofe dello sguardo’: una vertigine verso un mondo che crede di conoscere e invece non riconosce più, per via di certi elementi di disturbo che alterano l’iconografia del soggetto. Con De Grandi siamo dinanzi a una dimensione fortemente contemporanea della pittura. Questi gli ultimi orari di visita: 10-13 e 17-19, dal martedì alla domenica. Lunedì chiuso.