Belice Ambiente, si presenta Sonia Alfano: “Priorità ai lavoratori e ai servizi”. Ma il nuovo commissario annuncia anche vigilanza massima sulle infiltrazioni mafiose

Dalla presidenza della Commissione Antimafia del Parlamento Europeo alla guida dell’Ato “Belice Ambiente”. Sonia Alfano ha fatto appena in tempo ad insediarsi per rendersi conto della complessità del compito che le è stato affidato dal presidente della Regione Crocetta e dall’assessore all’energia Calleri. “Quest’incarico è tutto tranne che semplice, me lo hanno detto anche il presidente e l’assessore – afferma il nuovo commissario di Belice Ambiente -. Si tratta di inimicarsi non solo la criminalità organizzata, ma tutta una serie di sistemi. Ma la cosa non mi spaventa. Ogni volta che ho avuto la possibilità di rappresentare le istituzioni, ho dimostrato di agire nell’esclusivo interesse della cittadinanza. E’ quello che intendo continuare a fare”.

L’Ato “Belice Ambiente” gestisce dal 2005 il servizio di raccolta dei rifiuti nei comuni di Petrosino, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Campobello di Mazara, Santa Ninfa, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Gibellina, Vita e Salemi. Un’attività, più volte oggetto di indagini da parte della magistratura, che comprende 132.000 utenze e che impegna quasi 300 dipendenti.“Nel mio primo giorno di lavoro da commissario di Belice Ambiente sono stata dieci ore in ufficio, per conoscere la situazione, i dipendenti e prorogare i servizi principali. Al contempo ho deciso di non prorogarne alcuni di cui, a mio parere, si può fare a meno. Come la vigilanza della discarica. Dovesse succedere qualcosa, so già come muovermi”. Di questo e di tanto altro Sonia Alfano parlerà anche con i sindaci dei Comuni che fanno parte di “Belice Ambiente”, partendo dalle priorità individuate in questi primi giorni: i pagamenti degli stipendi ai lavoratori e la qualità dei servizi da garantire ai cittadini. Ma il nuovo commissario promette vigilanza massima rispetto alle infiltrazioni mafiose nel ciclo dei rifiuti e una particolare attenzione a quel territorio, tra Marsala e Mazara, che secondo alcuni collaboratori di giustizia sarebbe stato utilizzato dalla criminalità per lo smaltimento illegale di rifiuti.

Fresco è comunque ancora il ricordo del lavoro fatto alla presidenza della Commissione Europea, così com’è evidente il rammarico per la mancata ricandidatura: “Avevo dato la mia disponibilità piena, a patto di poter portare avanti il mio lavoro in maniera indipendente. Evidentemente le mie competenze non erano gradite dai partiti e dai movimenti italiani che oggi siedono in Parlamento. Ad ogni modo, resto orgogliosa di quello che ho fatto in cinque anni. Ho voluto fortemente l’istituzione di quella commissione, l’ho guidata e ho fatto in modo che si producesse un testo unico che permettesse a tutti di parlare lo stesso linguaggio e in cui si trova il meglio della nostra legislazione antimafia. Ho messo in piedi un lavoro dal nulla. Fino a quel momento si parlava di criminalità in generale, ma non di criminalità organizzata. Sono fermamente convinta che adesso andrebbe ricostituita e trasformata da commissione temporanea in definitiva. Il nuovo Europarlamento si è insediato a luglio, siamo a ottobre e ancora non è successo nulla. Voglio sperare che questo silenzio sia dovuto al tentativo dei colleghi di mettere d’accordo tutti gruppi. Proverei dispiacere e rammarico se nessun parlamentare capisse l’importanza fondamentale di quella commissione. Non possiamo parlare di crescita, sviluppo e occupazione se non capiamo che ci sono tre parole che controllano tutto: corruzione, riciclaggio e mafie. Spero che entro dicembre qualcosa di muova. Altrimenti si dovrebbe parlare di inadeguatezza”.