Guardia-di-Finanza

Uso fraudolento di carte di credito clonate, in sette indagati dalla Procura

Si tratta di commercianti e imprenditori. Le indagini sono a cura della sezione di pg delle Fiamme Gialle

In sei, tra commercianti e imprenditori, e un pregiudicato, sono stati raggiunti da un avviso di conclusione di indagine condotta dalla sezione di pg della Guardia di finanza e coordinata dal procuratore Alberto Di Pisa e dal sostituto Antonella Trainito. Sugli indagati pesa l’accusa di aver utilizzato fraudolentemente carte di credito di provenienza illecita o, con ogni probabilità, clonate. L’indagine è stata completata proprio non appena è entrato in vigore il decreto legislativo che prevede l’obbligo per imprese, lavoratori e professionisti di dotarsi di “Pos” per consentire così ai clienti di pagare con moneta elettronica, assicurando la totale tracciabilità dei pagamenti. Le sette persone alle quali è stato notificato l’avviso conclusione indagini, atto che di solito precede la richiesta di rinvio a giudizio, sono: Vincenzo Messina, di 56 anni, titolare di un negozio di autoricambi (difeso dall’avvocato Diego Tranchida);Vincenzo Pocorobba, di 41 anni, e Michael Sammartano, di 27, soci della srl “Terrazzi e Giardini” (assistiti il primo dall’avvocato Carlo Ferracane e il secondo da Nicola Sammaritano), tutti di Marsala, Francesco Salvatore Giacalone, di 33 anni, e Bartolo Bonafede, della cooperativa agricola “Bella Sicilia” di Petrosino (il cui legale è Paolo Paladino), Alessandro Stallone, di 41 (il difensore è Nicola Sammaritano), di Campobello di Mazara titolare di un’attività di commercio ambulante di capi di abbigliamento, e Alessio Amoroso, di 33, pregiudicato, di Palermo, il cui avvocato è Aldo Spadafora di Palermo. Le indagini hanno preso il via nel febbraio del 2013 e hanno condotto al sequestro di 20.000 euro presso una banca di Marsala e 12mila a Castelvetrano. Secondo l’accusa, commercianti e imprenditori, allo scopo di “sanare” le transazioni fraudolente con le carte di credito contraffatte, avrebbero simulato cessioni di beni, scoperte dai militari delle Fiamme Gialle della sezione di pg della Procura di Marsala analizzando gli scontrini fiscali  che sarebbero stati emessi dopo gli orari di chiusura e fatture indirizzate a soggetti inesistenti e imprese non attive.