| The day after |
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| Scritto da Maria Grazia Sessa | |||
| Giovedì 24 Aprile 2008 07:47 | |||
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Cosa succederà alla scuola con il “cambio di guarda” che è venuto fuori dai risultati delle elezioni nazionali? Nel giro di pochi anni si sono alternati la Moratti e Fioroni e adesso chi sarà il nuovo ministro? È giusto che l'ISTRUZIONE subisca le “mode” politiche per le quali avviene che a seconda del “colore” del ministro nominato si effettui o no una procedura che l'anno precedente non si è espletata e che probabilmente non ci sarà l'anno successivo? Prendiamo ad esempio l'ESAME DI STATO per gli alunni di terza media: è stato .... istituito con il regime Moratti, ma si svolgeva con le stesse procedure del passato – insomma era solo cambiata l'etichetta – da quest'anno con il regime Fioroni per lo stesso esame è prevista una prova nazionale con test forniti dal ministero in busta chiusa. Senza commentare quale sia o meno la procedura giusta per gli esami di stato di alunni di 13 anni, bisogna dire che i protocolli standard da applicare nelle scuole, dettati sia pure dal ministro, non possono cambiare ogni anno, penalizzando, come in questo caso, il Piano di Studi formulato dai docenti e sottoponendo ad uno stress di ansia gli studenti che fino a marzo non erano a conoscenza di questa prova! E così vale per ogni altra RIFORMA che ultimamente è stata messa in atto con una semplice circolare o addirittura con una nota ministeriale, che sovvertiva i procedimenti adottati in passato. La SCUOLA ha bisogno di norme solide e coerenti, modelli consolidati che evitino di generare insicurezza negli operatori scolastici (dirigenti, docenti, amministrativi e ausiliari), l'ESEMPIO è una caratteristica dell'EDUCAZIONE sia in famiglia sia a scuola e per adesso l'unico esempio che lo Stato ci ha fornito negli ultimi anni è stato quello della “provvisorietà” e del “dubbio”. Chi occuperà lo “scanno” di Ministro dell'Istruzione ha da raccogliere ciò che i suoi predecessori hanno seminato e formulare un nuovo TESTO UNICO che sia varato da una legge e che duri per un po' di tempo, un VADEMECUM per la scuola e non una “caccia” all'ultima “normuccia” di moda che non poggia su una procedura consolidata. Adesso la domanda è: come nel film “The day after”, il giorno dopo per la scuola è oggi? Almeno potremo sperare in una ricostruzione! Peggio sarebbe se ancora la “catastrofe politica” non si fosse conclusa!
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| Ultimo aggiornamento Sabato 26 Aprile 2008 07:37 |
































